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Gli antieuropeisti

Per chi ancora non l’avesse capito, il Movimento 5 Stelle non è contro l’idea di una Unione Europea ma è fortemente contrario all’accrocchio finanziario basato su un euro introdotto per favorire le esportazioni degli Stati più forti a scapito delle economie più deboli.

Una moneta unica da sola è un grande pericolo. Rinunciando ad una moneta propria, gli Stati rinunciano alla possibilità di governare la politica del credito e dell’import-export. Perché questa rinuncia non si trasformi in una trappola è indispensabile che sia accompagnata da una condivisione quantomeno di gran parte degli altri meccanismi che regolano la vita fiscale e finanziaria dei Paesi dell’Unione.

Ad esempio i contratti di lavoro, l’aliquota IVA, il trattamento pensionistico, gli ammortizzatori sociali. Non sarebbero comunque sufficienti, ma almeno lo svantaggio di aver adottato una moneta che non riflette la nostra situazione economica interna sarebbe stato in parte compensato da un miglioramento delle condizioni per le imprese e, di conseguenza, per i lavoratori.

Il costo della vita in Germania è più alto che da noi. Eppure, quando vogliamo installare dei pannelli solari sul tetto di casa, dobbiamo importarli, non dalla povera e conveniente Polonia, ma dalla Germania dove ricercatori italiani creano soluzioni sempre più innovative per aziende tedesche. Perché? Non solo perché le infrastrutture sono migliori delle nostre ma perché aprire e condurre un’impresa in Germania è semplice e meno costoso che da noi, perché il cuneo fiscale in Germania è minore, perché gli investimenti per l’innovazione sono defiscalizzati e così via.
Insomma, se fosse una guerra, potremmo anche competere con la Germania ma dovremmo avere anche la possibilità di avere le stesse armi. Unificando solo la moneta abbiamo semplicemente uniformato il campo di battaglia. Da un giorno all’altro si è detto:”Via! Tutti in pianura!”. Peccato che gli altri hanno i carri armati con munizioni a basso costo e noi archi e frecce costose fatte male.

Il Movimento 5 Stelle chiede  e si propone di andare oltre. Parla di una Europa dei cittadini in cui il debito venga condiviso, come avviene negli Stati Uniti, e che questo sia un primo passo per arrivare ad una politica estera, un welfare, una politica fiscale comune. Solo un movimento di cittadini può puntare ad un traguardo così ambizioso. Nessun partito politico, che altro non è (fa bene ricordarlo ogni tanto) che una società privata a fini di lucro, può permettersi di rinunciare ai particolarismi ed alle clientele locali a favore di una visione europea.

Gli antieuropeisti ci sono eccome. Li trovate nelle segreterie di partito. Si riempiono la bocca di stelle e le tasche di euro.

N.R.

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