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Il carro armato del vincitore

La squadra che vince diventa la squadra di tutti. Quando l’Italia andò in finale alla America’s Cup, metà del Paese si scoprì velista e nei bar si cominciò a disquisire di bolina e di come si cazza una randa (non è una parolaccia). Restarono fuori quelli a cui, con sincerità, coerenza e il massimo rispetto per questo sport, la vela non interessava proprio. Una notizia per tutti: l’America’s Cup si tiene tutti gli anni. Quest’anno siamo alla 35esima edizione ma nessuno parla più di strambate o di quale skipper sia il migliore.

La politica per noi italiani è un po’ uno sport. Gli dedichiamo qualche neurone e una manciata di minuti nei quali acquisiamo notizie imprecise (se va bene) dalla TV o da un quotidiano e poi ci mettiamo la maglietta del colore che abbiamo scelto o ereditato.
Quindi, ora che la DC ha ritrovato la sua verve con un’altra sigla e il presidente del consiglio si sente un grande leader con grandi idee, tutti si affollano sul carro del vincitore, compresa SEL che continua a ricoprire cariche che dovrebbero essere dell’opposizione.

Lega e FI sono al massimo della gioia. Qualcuno l’ha notato? Sono tutti indistintamente felici per la sconfitta dei cinque stelle. Sarà perché il Movimento è la “vera minaccia per la democrazia” oppure perché hanno capito che fino al 2018 potranno continuare a farsi gli affari loro senza rischiare niente, supportati dal  teatrino delle dichiarazioni in TV? Voto per la seconda ipotesi e questa volta sono sicuro di vincere.

Ora il Movimento non fa più paura. Ora chi crede che debbano essere semplici cittadini onesti ad occuparsi della gestione della cosa pubblica viene preso in giro dai “vincitori”. Non fosse che ci vivo pure io in questo Paese, mi farebbero quasi tenerezza. Non hanno capito che nessuno di noi è “del Movimento 5 Stelle”… votiamo e ci attiviamo per il Movimento 5 Stelle perché crediamo che senza onestà e trasparenza il nostro Paese non possa ripartire e, al momento, questo Movimento è l’unica forza che va in questa direzione. Non siamo tifosi. Non è un fan club.
Ai tifosi invece non importa niente del fatto che questa specie di Governo anticostituzionale voglia stravolgere la Costituzione e favorire la criminalità (le ultime sono un emendamento che, con una frasettina aggiunta ad hoc, rende non punibile l’autoriciclaggio con le slot machine e la mancata abolizione del vitalizio per i condannati per mafia).

Non importa più cosa combina la tua squadra perché se vinci vuol dire che hai ragione. Gli altri devono solo stare zitti e vergognarsi. Questo è il concetto di democrazia per molti italiani.
Nel ’22 i perdenti erano borghesi ignoranti, oggi sono “grillini”. Che stupidi. Dei neo nazisti-bolscevichi-dittatori che però parlano di democrazia diretta e di onestà, di politica come servizio e di questione morale. Si, questione morale. Due parole che nella bocca di un presidente del consiglio condannato per danno erariale non dovrebbero entrare se non per chiedere scusa.

Ora sarà molto difficile rallentare questo carro del vincitore che imbarca tutta l’informazione malata del nostro Paese e che, molto rapidamente, si trasformerà in un carro armato.
Una bella accelerata sulle “riforme” che servono solo ad evitare passaggi di mano incontrollati dello scettro del comando. Un bel colpo a distanza contro il Senato! O meglio, via gli elettori dal Senato… una mitragliata sulle preferenze! Beh però… quelle sono un po’ di annetti che non le abbiamo… via alla riforma della Giustizia! Responsabilità civile per i giudici che così non toccheranno più i potenti, non sia mai che la giustizia sia uguale per tutti… Sotto con il conflitto d’interessi!? Ah no… di quello non si parla perché non è il momento e non è una “priorità per il Paese”. In pratica, a tutto gas verso una democratica dittatura. E cosa c’è di meglio di un carro armato per cominciare?

N.R.

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