revolution

La rivoluzione

Domani si vota per il Parlamento Europeo.

Da dopodomani, comunque andrà, gli altri Paesi dell’Unione si accorgeranno che anche l’Italia ha dei rappresentanti a Bruxelles. Non saranno, come sono spesso stati in passato, dei fantocci assenteisti che non hanno mai niente da dire e che si accontentano di svernare nell’oblio ingrassando il proprio conto corrente. Saranno onesti  e si impegneranno per portare a casa norme di buon senso come hanno fatto in Italia. Qui, in un anno di lavoro, con un muro di partiti che diceva sempre “no” a priori, hanno fatto approvare 100 norme a favore dei cittadini e l’hanno fatto come opposizione. Hanno salvato la nostra Costituzione ed hanno realizzato la prima proposta di legge al mondo costruita dal basso. Informando e raccogliendo le indicazioni di 150 mila persone.

In Europa potranno fare di più. In Europa i giornalisti non sono pagati dai partiti con finanziamenti pubblici. In Europa la stampa è libera e le proposte non saranno nascoste. In Europa si parlerà di benessere dei popoli.
Il virus contagerà l’Europa come è successo per la rivoluzione francese. Il Movimento unirà i cittadini Europei come non ha potuto fare la moneta unica.

Il Movimento ha aperto una porta che permette a persone comuni, a chiunque di noi, di occuparsi della cosa pubblica. Anzi, più che un’opportunità è un dovere. Perché da questa dipendono le nostre vite e non è giusto delegarne la gestione ai politici di professione, che non sono diversi dai nobili della corte di Francia. Anche per loro era inconcepibile che dei popolani potessero occuparsi delle sorti del Regno. Bisogna essere competenti e possibilmente nominati da Dio o dal Re (o dal segretario di partito). Vuoi mettere un Marchese a discutere con un contadino??

Bene. Da dopodomani i politici di professione del Parlamento Europeo dovranno discutere con impiegati, insegnanti, ingegneri, medici, avvocati e, perché no, contadini che sosterranno gli interessi di tutti con le mani libere e senza il pensiero di garantirsi una poltrona per il futuro.
I politici di professione dovranno prendere atto di essere condannati all’estinzione. Non è un slogan di parte, è una considerazione obiettiva: chi pensa a mantenersi il posto non può impegnarsi al 100% per il bene collettivo e quindi non può competere con chi lavora con il solo desiderio di fare un buon servizio per la società.

Chi non l’ha già capito e si rifugia nel tifo politico per il partito del cuore presto o tardi ci arriverà, i voti comprati con favori, soldi e promesse non basteranno più e la distanza diventerà incolmabile.

I punti saldi del Movimento 5 Stelle, no carriera + no soldi + fedina penale pulita, sono l’unica speranza per il nostro Paese e per il futuro dell’Europa.

N.R.

 

 

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