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L’alternativa

Abbiamo perso. Queste elezioni per il parlamento europeo ci hanno riportato con i piedi per terra. Ci eravamo davvero illusi che i fatti potessero avere più peso degli slogan, che alla fine i cittadini non si sarebbero fatti incantare da promesse smentite in partenza, che l’informazione mediata da TV e giornali, che ci fanno definire “semi-liberi”, non sarebbe stata determinante perché gli elettori erano ormai maturi e consapevoli a sufficienza.

Ci siamo illusi che per cambiare il sistema partitico di gestione della cosa pubblica bastasse l’onestà di chi vuole prima di tutto che ritorni ad essere un servizio temporaneo. Ci siamo affidati alla convinzione che le persone non sarebbero cadute di nuovo in trappola. Siamo lo stesso Paese che ha votato Berlusconi per vent’anni. Questo è il dato che dobbiamo metabolizzare sul serio.

Siamo finalmente entrati in casa nostra e ci abbiamo trovato i ladri che stavano portando via tutto ma, allo stesso tempo, il resto dei condomini trova insopportabili le nostra urla di allarme e piuttosto condivisibili i buoni propositi dei saccheggiatori di restituire qualcosa a tutti una volta riciclato il bottino.

Purtroppo per noi non c’è scelta. La nostra situazione ricorda molto il film “Matrix”. Chi ha aperto gli occhi e si è veramente reso conto di cosa sta succedendo non può riaddormentarsi nemmeno volendo. Non possiamo uscire di casa e cambiare condominio. Non c’è alternativa. Dobbiamo attendere e continuare a fare il possibile per limitare i danni anche per il bene di chi non vuole vedere la realtà.

Il risultato del PD è sorprendente e dobbiamo riconoscere la superiorità strategica, promozionale e comunicativa di Verdini che ha dimostrato di essere in grado di aumentare le vendite anche di panettoni radioattivi durante il periodo estivo.

Troviamo il risultato del PDL (FI+NCD per i meno attenti) ugualmente sorprendente. Probabilmente se sotto il simbolo ci avessero scritto “Cosa nostra” la percentuale non sarebbe stata diversa.

Entrambi i risultati sono un segno che non bastano i casi Expo, Dell’Utri, Genovese e tutti gli altri per spingere i nostri concittadini a fare una semplice somma e cominciare ad informarsi davvero. Ancora non basta.
Il PIL crescerà aiutato dalle attività illecite (una trovata davvero geniale) mentre contemporaneamente le aziende continueranno a chiudere e la disoccupazione a crescere. Il primo servirà per sparare un paio di slogan su una ripresa che non c’è e per svendere qualche altro pezzo del nostro Paese, la seconda sarà una conseguenza naturale del protrarsi di questo tipo di gestione. Non è una speranza da “gufo” ma la triste consapevolezza di chi ha ormai visto chiaramente i meccanismi che muovono i partiti tutti.

Al di là dei risultati, da domani entreremo nella casa europea e avremo finalmente la possibilità di fare qualcosa. Ancora una volta nel tentativo di limitare i danni per i cittadini. Magra consolazione ma non abbiamo alternativa.

N.R.

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