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Partecipazione è Trasparenza, una grande opportunità!

Promuovere la partecipazione dei cittadini ai diversi momenti decisionali rappresenta uno dei più importanti processi innovativi in atto nella Pubblica Amministrazione. Attraverso riforme ed interventi legislativi, anche a livello regionale (come nel caso della Regione Toscana), i concetti di inclusione, coinvolgimento, partecipazione dei cittadini nelle politiche della amministrazione pubblica sono entrati nei diversi processi decisionali e nella programmazione e gestione dei servizi, comportando importanti cambiamenti della cultura organizzativa degli enti.

Ma come stanno proseguendo i processi necessari a rendere partecipi i cittadini e ad includerli nei processi decisionali?

La nostra amministrazione fornisce un’informazione adeguata sui processi e sull’azione amministrativa? E’ un’amministrazione trasparente, accessibile e dialogante, capace di comunicare e di ascoltare?

E, come cittadini, quale ruolo vogliamo avere nei processi partecipativi che la nostra amministrazione vuole e deve mettere in atto? Vogliamo subire i processi decisionali rimanendo come spettatori passivi o vogliamo acquisire conoscenza e consapevolezza sulle attività e i progetti dell’amministrazione ma anche sulla possibilità di partecipare, sfruttando le informazioni e gli strumenti che oggi ci vengono messi a disposizione?

Oggi abbiamo la straordinaria occasione ed i mezzi necessari per rendicontare l’azione amministrativa, le decisioni e le politiche attuate dagli enti, la possibilità di chiedere ed ottenere spazi di ascolto delle nostre osservazioni e idee.

Chi non sfrutta l’occasione di far udire la propria voce non ha il diritto di lamentarsi.

A te la scelta!

CL

locandina incontro venerdì

pannolini

Pannolini Democristiani

Le vicende del Mose, dell’Expo, della sanità lombarda e dei mille altri casi ancora non scovati dalla Magistratura raccontano una storia ben precisa. Una storia che non ha niente a che fare con le “mele marce” con cui la comunicazione di partito cerca di tranquillizzare l’audiens con poca memoria. È una storia che, a ben guardare, ha origine da quello che potremmo definire il primo conflitto d’interessi in assoluto: la carriera politica.

La più grande contrapposizione attuale tra il Movimento 5 Stelle e i partiti “tradizionali” è proprio il concetto di politica. Per il Movimento è un servizio, per gli altri è una carriera. Per i primi è un onere, per gli altri è un’opportunità.

I deputati M5S non possono rubare. Non perché non sono umani ma perché sono a termine e sanno che chi li seguirà non avrà interesse a coprirne eventuali malefatte. Chi ha spolpato le casse dello Stato con il Mose o con l’Expo l’ha fatto perché sicuro di poter rimanere stabilmente al suo posto. Hanno rubato consapevoli del fatto che tutti quelli che li circondavano sapevano, ne avevano un vantaggio o comunque non avrebbero fatto niente per impedirlo con la speranza di averne un tornaconto futuro. Finché sei “nel giro” puoi sperare in una fetta della torta.

È così palese che anche il tentativo di associare la carriera alla competenza è fallito miseramente. I politici non devono essere competenti ma onesti. Nel film “Man of the year” un fantastico Robin Williams a un certo punto chiarisce il concetto dicendo:

“I politici sono come i pannolini. Bisogna cambiarli spesso e sempre per lo stesso motivo.”

È talmente ovvio che il nodo cruciale sta nella carriera che anche il PD, sostenitore della competenza acquisita nelle sedi di partito, si è adeguato a parole e ha imposto il limite di due mandati (con deroga).

I due mandati nel PD si intendono ovviamente “nello stesso posto”… esilarante! Puoi fare due volte il sindaco, due volte il consigliere provinciale, due volte il consigliere regionale, due volte il parlamentare, due volte l’europarlamentare. Totale: 10 + 10 + 10 + 10 + 10 = 50 anni di politica più pensione, per farti stare zitto e buono, e finire la tua carriera come paracadutato dirigente di una municipalizzata. Un bel ricambio non c’è che dire… provateci con i pannolini.

N.R.

biscotti

I brogli di Capannoli

Qualche giorno fa, sulla testata online “Informare per Resistere”, generalmente ottima e molto attiva, è uscito un articolo dal titolo “Ti piace vincere facile?” in cui si tratta l’argomento dei brogli elettorali. L’articolo è interessante, soprattutto per quanto riguarda i cenni storici, ed è stato ripreso anche dal Blog di Beppe Grillo.

Al termine, l’autore fa alcune considerazioni sulla possibilità che le elezioni Europee siano state truccate anche se ammette di stare “trattando dati statistici e applicando la logica, senza avere riscontri dimostrabili”.
Non siamo nelle condizioni, non ne abbiamo neppure la competenza, né di fare calcoli né di esaminare i meccanismi contabili del voto.

Riteniamo però doveroso informare gli elettori del nostro Comune che i rappresentanti di lista del M5S sono stati presenti al seggio durante tutta la giornata di votazione e hanno assistito allo spoglio, che si è concluso in nottata.
I presidenti, i segretari e gli scrutatori delle varie sezioni si sono comportati tutti in modo corretto e rigoroso e nessuna scheda è stata falsata o modificata. Il numero delle schede corrisponde al numero dei votanti e ci sentiamo di dire che, nonostante il seggio sia “rosso”, il voto dei cittadini di Capannoli sia stato rispettato in pieno.
L’unica anomalia, se così vogliamo chiamarla, è stata la presenza di biscotti, bibite e una torta, fatta in casa da una nonna D.O.C., per alleggerire la giornata di lavoro al seggio.

A margine, ma non meno importante, riteniamo profondamente disonorevole lanciare accuse senza prove.

È giusto che i nostri parlamentari accusino i partiti di rubare. È evidente dagli atti. I decreti di finta abolizione delle Province, di finta abolizione dei finanziamenti pubblici, dichiarati incostituzionali dalla consulta, le manovre per nascondere l’Expo o la TAV  alla legislazione anti-mafia, la riduzione delle pene per lo scambio politico-mafioso del 416/ter ecc. sono atti chiari che tolgono a tutti i cittadini il benessere di cui potrebbero godere se chi governa agisse in modo onesto. Sono furti e quindi l’accusa è sacrosanta e, se viene gridata e non sussurrata, è solo per farsi sentire in un Paese che viene mantenuto sordo.

Alterare i risultati del voto è rubare la volontà degli altri e gli addetti ai seggi sono, prima di tutto, nostri concittadini. Possiamo essere dispiaciuti del fatto che non pretendano onestà e coerenza dai propri rappresentanti politici o che non vogliano vedere i fatti attraverso il fumo degli slogan ma non possiamo accusarli di nulla. Possiamo sperare che un giorno siano tutti più esigenti e abbandonino le magliette da tifosi per seguire il buon senso ma non possiamo dubitare della loro onestà.
Qui viviamo tutti insieme e siamo tutti d’accordo sulla necessità di amministrare al meglio la vita comune. Alcuni, la maggior parte a questo punto, sono solo ancora convinti che il costo dei complessi meccanismi partitici sia un male che è necessario tollerare. Pazienza. I cambiamenti non violenti richiedono tempo.

Informare per Resistere dovrebbe, secondo noi modesti lettori, fare più attenzione quantomeno a come scrive e a mantenere l’impegno insito nel suo nome: informare.

N.R.