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Pannolini Democristiani

Le vicende del Mose, dell’Expo, della sanità lombarda e dei mille altri casi ancora non scovati dalla Magistratura raccontano una storia ben precisa. Una storia che non ha niente a che fare con le “mele marce” con cui la comunicazione di partito cerca di tranquillizzare l’audiens con poca memoria. È una storia che, a ben guardare, ha origine da quello che potremmo definire il primo conflitto d’interessi in assoluto: la carriera politica.

La più grande contrapposizione attuale tra il Movimento 5 Stelle e i partiti “tradizionali” è proprio il concetto di politica. Per il Movimento è un servizio, per gli altri è una carriera. Per i primi è un onere, per gli altri è un’opportunità.

I deputati M5S non possono rubare. Non perché non sono umani ma perché sono a termine e sanno che chi li seguirà non avrà interesse a coprirne eventuali malefatte. Chi ha spolpato le casse dello Stato con il Mose o con l’Expo l’ha fatto perché sicuro di poter rimanere stabilmente al suo posto. Hanno rubato consapevoli del fatto che tutti quelli che li circondavano sapevano, ne avevano un vantaggio o comunque non avrebbero fatto niente per impedirlo con la speranza di averne un tornaconto futuro. Finché sei “nel giro” puoi sperare in una fetta della torta.

È così palese che anche il tentativo di associare la carriera alla competenza è fallito miseramente. I politici non devono essere competenti ma onesti. Nel film “Man of the year” un fantastico Robin Williams a un certo punto chiarisce il concetto dicendo:

“I politici sono come i pannolini. Bisogna cambiarli spesso e sempre per lo stesso motivo.”

È talmente ovvio che il nodo cruciale sta nella carriera che anche il PD, sostenitore della competenza acquisita nelle sedi di partito, si è adeguato a parole e ha imposto il limite di due mandati (con deroga).

I due mandati nel PD si intendono ovviamente “nello stesso posto”… esilarante! Puoi fare due volte il sindaco, due volte il consigliere provinciale, due volte il consigliere regionale, due volte il parlamentare, due volte l’europarlamentare. Totale: 10 + 10 + 10 + 10 + 10 = 50 anni di politica più pensione, per farti stare zitto e buono, e finire la tua carriera come paracadutato dirigente di una municipalizzata. Un bel ricambio non c’è che dire… provateci con i pannolini.

N.R.

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