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viaggiatori

Passeggeri e viaggiatori

Diceva Lucio Dalla:

“I passeggeri sono viaggiatori che si fanno viaggiare”.

Una sintesi perfetta, nello stile del grande cantautore.

Mi permetto un parallelo che, alle ultime elezioni regionali, è apparso evidente:

“Gli elettori sono cittadini che si fanno votare”.

Io ho votato per il Movimento 5 Stelle. Ma non perché “mi piace” Di Maio o Di Battista o Grillo o mi stanno antipatici Renzi o Salvini. Non perché in famiglia si vota così. Non perché conosco uno che cononosce un candidato e che poi mi può far arrivare un qualche vantaggio. Certo non perché mi danno 30 euro fuori dal seggio o 80 euro in busta paga dal mese successivo.

Chi vota M5S lo fa perché ha compreso il meccanismo con cui la “classe dirigente” gestisce il bene pubblico. Perché ha capito che non serve nessuna classe dirigente permanente. Perché ormai sa che la favola della competenza di chi governa dopo aver scalato un partito politico è una balla colossale.

Fare il rappresentante di lista al seggio di Capannoli questa volta è stato istruttivo. Le schede con la crocetta su PD erano  sistematicamente corredate di preferenze, talmente uniformi da sembrare prestampate. Doppie preferenze con il sapore di una campagna elettorale capillare, organizzata e su richiesta. Agli elettori è stato chiesto di votare in un certo modo e si sono adeguati come tanti soldatini.

Le schede 5 Stelle, per contro, erano sistematicamente diverse una dall’altra. Ognuno ha espresso preferenze assolutamente indipendenti, pur avendo in lista una concittadina.

Questo perché mentre l’obiettivo dei partiti è raccogliere consenso, l’obiettivo del Movimento è svegliare le coscienze.

Questo perché Catiuscia Leonardi non ha fatto un porta a porta per dire “votate per me” ma si è spesa insieme al gruppo per dire “votate M5S”, “Svegliatevi!”, “Questo è il programma 5 Stelle!”, così come tutti i candidati a 5 stelle.

Contenuti e non propaganda.

Siamo felici dei buoni risultati elettorali raggiunti e della possibilità di avere, finalmente, in Regione Toscana un paio di cittadini onesti che lavoreranno per tutti e non per i propri interessi o la propria carriera politica.

Ciò nonostante la delusione domenica sera era palpabile.

Quando si vede un inganno così evidente come quello che i partiti hanno costruito in questi anni, quando si vede lo smantellamento del Paese in cui si vive e la distruzione di ogni logica democratica, si finisce inevitabilmente per pensare che nessuno dotato di intelletto sarà più disponibile a credere nella propaganda vuota di un governo che vuole solo mantenere potere e privilegi a scapito di tutto e di tutti.

L’aspettativa, inconscia se vogliamo, di tutti noi è che la maggior parte delle persone che si reca al seggio si comporti da “cittadino” anziché da “elettore”.

Questa è ovviamente un’ingenuità.

La pubblicità è sempre più forte dell’informazione.

Esce un servizio di Report che ti spiega come la maggior parte dei prosciutti  dichiarati “made in Italy” in realtà è fatta con maiali tedeschi cresciuti con nitrato di potassio che è cancerogeno per gli essere umani. Lo guardi e pensi che da domani nessuno comprerà più altro prosciutto che quello di Parma DOP o quello prodotto dall’azienda agricola vicina che alleva maiali sotto i suoi occhi.

Invece no. Non cambia niente. L’informazione è stata devastante ma la pubblicità è rassicurante, permanente, pressante e permette ai consumatori di non abbandonare le abitudini consolidate. Non si cambia nemmeno se a farne le spese è la propria salute o quella dei propri figli.

Vedi che i partiti rubano? Senti o leggi degli scandali del MOSE o di Mafia Capitale, scopri che il PD ha votato Dublino 3 non perché sono incompetenti ma solo per poter fare soldi sulla pelle degli immigrati  e pensi che nessuno sarà disposto più a votare una roba del genere. Invece no. La propaganda è rassicurante.

Anni fa ci hai riflettuto bene, magari hai anche letto un paio di articoli e hai deciso cosa votare. Ora non vuoi mettere in discussione la tua scelta e ti basta una qualsiasi spiegazione arrampicata sugli specchi per stare tranquillo. La accetti, la fai tua e addirittura la  ripeti a macchinetta in qualsiasi occasione di discussione di argomento vagamente politico dandoti le arie di quello che “sa come va il mondo”. A volte ti basta controbattere con sufficienza con un “Eh, ma Grillo urla… sembra un fascista”. Non importa se gli unici a difendere la Costituzione anche salendo sui tetti, quando necessario ad attirare la stampa, siano i deputati del Movimento. Grillo urla e difende la Costituzione mentre Renzi twitta e trasforma la democrazia in dittatura di partito. Vuoi mettere lo stile? Questo basta a rassicurarti. Puoi continuare a vivere nella tua Matrix felice e contento di essere usato.

Il sogno della democrazia diretta è utopistico quanto quello dell’equità sociale.

Purtroppo per gli onesti non c’è possibilità di scelta. Dalla consapevolezza non si torna indietro.

N.R.

vagone_merci

I vagoni della TAV

La TAV in Val di Susa.
Lo so che è noioso ma non va dimenticata.
L’idea.
Devastare un’intera valle per una linea merci che colleghi Cuneo a Lione. Primo pezzo mai messo in cantiere del fantomatico “corridoio 5″ che, nel 3000 quando Gundam potrà completarlo con le sue manine d’acciaio, collegherà Lisbona a Kiev. Non ridete… ancora c’è qualcuno che ne parla, soprattutto ora che anche i più indottrinati hanno smesso di sostenere che non sia solo merci.
Una linea ad alta velocità che non serve a niente visto che c’è n’è già una parallela a “velocità normale” sottoutilizzata (con traffico in calo) e non potrà essere usata nemmeno se venisse finita davvero (ma chi ci crede??).

Perché?
Tralasciamo le tangenti e gli appalti truccati in favore di aziende “discutibili”. Non vale la pena parlarne tanto l’elettore medio “di destra e di sinistra” ormai considera la corruzione il prezzo politico del “compromesso”.
Tralasciamo anche i danni alle falde e l’amianto di cui sono piene quelle montagne tanto le perizie tecniche (delle aziende che fanno i lavori) escludono questo problema a dispetto degli ambientalisti inutilmente allarmisti.

Forse però sarebbe utile considerare un semplice dato:

“I carri ferroviari sono omologati per 100 km/h, con eccezioni per mezzi per le lunghe distanze omologati a 120 km/h.”

Lo dicono tutti gli esperti ma questa frase l’ho presa da Wikipedia quindi non servono lauree, esperienza sul campo o 10 anni di utilissima militanza politica che, come è noto ti rendono competente per definizione.

In realtà è ovvio. Provate a spedire un container pieno di mattoni a 250 km/h e vedete cosa succede alla prima oscillazione.
Aiutiamo questa gente che da anni è costretta a passare il proprio tempo per resistere a una violenza contro la propria terra.

I No TAV sono stati condannati a pagare danni per oltre 200 mila euro. C’è crisi e nessuno di noi ha soldi da buttare ma 10 euro si possono versare per dargli una mano. Tanto sono molti di meno di quelli che, senza saperlo, abbiamo pagato per il MOSE o per Mafia Capitale o per l’attraversamento dell’alta velocità a Firenze.

Il conto corrente è:

Movimento NO TAV.
Conto Banco Posta Numero: 1004906838
Intestato a: DAVY PIETRO CEBRARI MARIA CHIARA
IBAN – IT22L0760101000001004906838

Pensate se la valle fosse la Valdera e chiedetevi cosa fareste.

N.R.

pannolini

Pannolini Democristiani

Le vicende del Mose, dell’Expo, della sanità lombarda e dei mille altri casi ancora non scovati dalla Magistratura raccontano una storia ben precisa. Una storia che non ha niente a che fare con le “mele marce” con cui la comunicazione di partito cerca di tranquillizzare l’audiens con poca memoria. È una storia che, a ben guardare, ha origine da quello che potremmo definire il primo conflitto d’interessi in assoluto: la carriera politica.

La più grande contrapposizione attuale tra il Movimento 5 Stelle e i partiti “tradizionali” è proprio il concetto di politica. Per il Movimento è un servizio, per gli altri è una carriera. Per i primi è un onere, per gli altri è un’opportunità.

I deputati M5S non possono rubare. Non perché non sono umani ma perché sono a termine e sanno che chi li seguirà non avrà interesse a coprirne eventuali malefatte. Chi ha spolpato le casse dello Stato con il Mose o con l’Expo l’ha fatto perché sicuro di poter rimanere stabilmente al suo posto. Hanno rubato consapevoli del fatto che tutti quelli che li circondavano sapevano, ne avevano un vantaggio o comunque non avrebbero fatto niente per impedirlo con la speranza di averne un tornaconto futuro. Finché sei “nel giro” puoi sperare in una fetta della torta.

È così palese che anche il tentativo di associare la carriera alla competenza è fallito miseramente. I politici non devono essere competenti ma onesti. Nel film “Man of the year” un fantastico Robin Williams a un certo punto chiarisce il concetto dicendo:

“I politici sono come i pannolini. Bisogna cambiarli spesso e sempre per lo stesso motivo.”

È talmente ovvio che il nodo cruciale sta nella carriera che anche il PD, sostenitore della competenza acquisita nelle sedi di partito, si è adeguato a parole e ha imposto il limite di due mandati (con deroga).

I due mandati nel PD si intendono ovviamente “nello stesso posto”… esilarante! Puoi fare due volte il sindaco, due volte il consigliere provinciale, due volte il consigliere regionale, due volte il parlamentare, due volte l’europarlamentare. Totale: 10 + 10 + 10 + 10 + 10 = 50 anni di politica più pensione, per farti stare zitto e buono, e finire la tua carriera come paracadutato dirigente di una municipalizzata. Un bel ricambio non c’è che dire… provateci con i pannolini.

N.R.

tank

Il carro armato del vincitore

La squadra che vince diventa la squadra di tutti. Quando l’Italia andò in finale alla America’s Cup, metà del Paese si scoprì velista e nei bar si cominciò a disquisire di bolina e di come si cazza una randa (non è una parolaccia). Restarono fuori quelli a cui, con sincerità, coerenza e il massimo rispetto per questo sport, la vela non interessava proprio. Una notizia per tutti: l’America’s Cup si tiene tutti gli anni. Quest’anno siamo alla 35esima edizione ma nessuno parla più di strambate o di quale skipper sia il migliore.

La politica per noi italiani è un po’ uno sport. Gli dedichiamo qualche neurone e una manciata di minuti nei quali acquisiamo notizie imprecise (se va bene) dalla TV o da un quotidiano e poi ci mettiamo la maglietta del colore che abbiamo scelto o ereditato.
Quindi, ora che la DC ha ritrovato la sua verve con un’altra sigla e il presidente del consiglio si sente un grande leader con grandi idee, tutti si affollano sul carro del vincitore, compresa SEL che continua a ricoprire cariche che dovrebbero essere dell’opposizione.

Lega e FI sono al massimo della gioia. Qualcuno l’ha notato? Sono tutti indistintamente felici per la sconfitta dei cinque stelle. Sarà perché il Movimento è la “vera minaccia per la democrazia” oppure perché hanno capito che fino al 2018 potranno continuare a farsi gli affari loro senza rischiare niente, supportati dal  teatrino delle dichiarazioni in TV? Voto per la seconda ipotesi e questa volta sono sicuro di vincere.

Ora il Movimento non fa più paura. Ora chi crede che debbano essere semplici cittadini onesti ad occuparsi della gestione della cosa pubblica viene preso in giro dai “vincitori”. Non fosse che ci vivo pure io in questo Paese, mi farebbero quasi tenerezza. Non hanno capito che nessuno di noi è “del Movimento 5 Stelle”… votiamo e ci attiviamo per il Movimento 5 Stelle perché crediamo che senza onestà e trasparenza il nostro Paese non possa ripartire e, al momento, questo Movimento è l’unica forza che va in questa direzione. Non siamo tifosi. Non è un fan club.
Ai tifosi invece non importa niente del fatto che questa specie di Governo anticostituzionale voglia stravolgere la Costituzione e favorire la criminalità (le ultime sono un emendamento che, con una frasettina aggiunta ad hoc, rende non punibile l’autoriciclaggio con le slot machine e la mancata abolizione del vitalizio per i condannati per mafia).

Non importa più cosa combina la tua squadra perché se vinci vuol dire che hai ragione. Gli altri devono solo stare zitti e vergognarsi. Questo è il concetto di democrazia per molti italiani.
Nel ’22 i perdenti erano borghesi ignoranti, oggi sono “grillini”. Che stupidi. Dei neo nazisti-bolscevichi-dittatori che però parlano di democrazia diretta e di onestà, di politica come servizio e di questione morale. Si, questione morale. Due parole che nella bocca di un presidente del consiglio condannato per danno erariale non dovrebbero entrare se non per chiedere scusa.

Ora sarà molto difficile rallentare questo carro del vincitore che imbarca tutta l’informazione malata del nostro Paese e che, molto rapidamente, si trasformerà in un carro armato.
Una bella accelerata sulle “riforme” che servono solo ad evitare passaggi di mano incontrollati dello scettro del comando. Un bel colpo a distanza contro il Senato! O meglio, via gli elettori dal Senato… una mitragliata sulle preferenze! Beh però… quelle sono un po’ di annetti che non le abbiamo… via alla riforma della Giustizia! Responsabilità civile per i giudici che così non toccheranno più i potenti, non sia mai che la giustizia sia uguale per tutti… Sotto con il conflitto d’interessi!? Ah no… di quello non si parla perché non è il momento e non è una “priorità per il Paese”. In pratica, a tutto gas verso una democratica dittatura. E cosa c’è di meglio di un carro armato per cominciare?

N.R.

matrix

L’alternativa

Abbiamo perso. Queste elezioni per il parlamento europeo ci hanno riportato con i piedi per terra. Ci eravamo davvero illusi che i fatti potessero avere più peso degli slogan, che alla fine i cittadini non si sarebbero fatti incantare da promesse smentite in partenza, che l’informazione mediata da TV e giornali, che ci fanno definire “semi-liberi”, non sarebbe stata determinante perché gli elettori erano ormai maturi e consapevoli a sufficienza.

Ci siamo illusi che per cambiare il sistema partitico di gestione della cosa pubblica bastasse l’onestà di chi vuole prima di tutto che ritorni ad essere un servizio temporaneo. Ci siamo affidati alla convinzione che le persone non sarebbero cadute di nuovo in trappola. Siamo lo stesso Paese che ha votato Berlusconi per vent’anni. Questo è il dato che dobbiamo metabolizzare sul serio.

Siamo finalmente entrati in casa nostra e ci abbiamo trovato i ladri che stavano portando via tutto ma, allo stesso tempo, il resto dei condomini trova insopportabili le nostra urla di allarme e piuttosto condivisibili i buoni propositi dei saccheggiatori di restituire qualcosa a tutti una volta riciclato il bottino.

Purtroppo per noi non c’è scelta. La nostra situazione ricorda molto il film “Matrix”. Chi ha aperto gli occhi e si è veramente reso conto di cosa sta succedendo non può riaddormentarsi nemmeno volendo. Non possiamo uscire di casa e cambiare condominio. Non c’è alternativa. Dobbiamo attendere e continuare a fare il possibile per limitare i danni anche per il bene di chi non vuole vedere la realtà.

Il risultato del PD è sorprendente e dobbiamo riconoscere la superiorità strategica, promozionale e comunicativa di Verdini che ha dimostrato di essere in grado di aumentare le vendite anche di panettoni radioattivi durante il periodo estivo.

Troviamo il risultato del PDL (FI+NCD per i meno attenti) ugualmente sorprendente. Probabilmente se sotto il simbolo ci avessero scritto “Cosa nostra” la percentuale non sarebbe stata diversa.

Entrambi i risultati sono un segno che non bastano i casi Expo, Dell’Utri, Genovese e tutti gli altri per spingere i nostri concittadini a fare una semplice somma e cominciare ad informarsi davvero. Ancora non basta.
Il PIL crescerà aiutato dalle attività illecite (una trovata davvero geniale) mentre contemporaneamente le aziende continueranno a chiudere e la disoccupazione a crescere. Il primo servirà per sparare un paio di slogan su una ripresa che non c’è e per svendere qualche altro pezzo del nostro Paese, la seconda sarà una conseguenza naturale del protrarsi di questo tipo di gestione. Non è una speranza da “gufo” ma la triste consapevolezza di chi ha ormai visto chiaramente i meccanismi che muovono i partiti tutti.

Al di là dei risultati, da domani entreremo nella casa europea e avremo finalmente la possibilità di fare qualcosa. Ancora una volta nel tentativo di limitare i danni per i cittadini. Magra consolazione ma non abbiamo alternativa.

N.R.

revolution

La rivoluzione

Domani si vota per il Parlamento Europeo.

Da dopodomani, comunque andrà, gli altri Paesi dell’Unione si accorgeranno che anche l’Italia ha dei rappresentanti a Bruxelles. Non saranno, come sono spesso stati in passato, dei fantocci assenteisti che non hanno mai niente da dire e che si accontentano di svernare nell’oblio ingrassando il proprio conto corrente. Saranno onesti  e si impegneranno per portare a casa norme di buon senso come hanno fatto in Italia. Qui, in un anno di lavoro, con un muro di partiti che diceva sempre “no” a priori, hanno fatto approvare 100 norme a favore dei cittadini e l’hanno fatto come opposizione. Hanno salvato la nostra Costituzione ed hanno realizzato la prima proposta di legge al mondo costruita dal basso. Informando e raccogliendo le indicazioni di 150 mila persone.

In Europa potranno fare di più. In Europa i giornalisti non sono pagati dai partiti con finanziamenti pubblici. In Europa la stampa è libera e le proposte non saranno nascoste. In Europa si parlerà di benessere dei popoli.
Il virus contagerà l’Europa come è successo per la rivoluzione francese. Il Movimento unirà i cittadini Europei come non ha potuto fare la moneta unica.

Il Movimento ha aperto una porta che permette a persone comuni, a chiunque di noi, di occuparsi della cosa pubblica. Anzi, più che un’opportunità è un dovere. Perché da questa dipendono le nostre vite e non è giusto delegarne la gestione ai politici di professione, che non sono diversi dai nobili della corte di Francia. Anche per loro era inconcepibile che dei popolani potessero occuparsi delle sorti del Regno. Bisogna essere competenti e possibilmente nominati da Dio o dal Re (o dal segretario di partito). Vuoi mettere un Marchese a discutere con un contadino??

Bene. Da dopodomani i politici di professione del Parlamento Europeo dovranno discutere con impiegati, insegnanti, ingegneri, medici, avvocati e, perché no, contadini che sosterranno gli interessi di tutti con le mani libere e senza il pensiero di garantirsi una poltrona per il futuro.
I politici di professione dovranno prendere atto di essere condannati all’estinzione. Non è un slogan di parte, è una considerazione obiettiva: chi pensa a mantenersi il posto non può impegnarsi al 100% per il bene collettivo e quindi non può competere con chi lavora con il solo desiderio di fare un buon servizio per la società.

Chi non l’ha già capito e si rifugia nel tifo politico per il partito del cuore presto o tardi ci arriverà, i voti comprati con favori, soldi e promesse non basteranno più e la distanza diventerà incolmabile.

I punti saldi del Movimento 5 Stelle, no carriera + no soldi + fedina penale pulita, sono l’unica speranza per il nostro Paese e per il futuro dell’Europa.

N.R.

 

 

onda

I dittatori

Il movimento 5 stelle va neutralizzato. È una vera necessità per i partiti. Non per cattiveria ma per istinto di sopravvivenza. I partiti vivono di denaro pubblico e di compromessi con l’illegalità. Il Movimento nasce con un DNA opposto e quindi non può integrarsi con il sistema nemmeno se lo volesse.

Non si può criticare una persona onesta perché è “onesta”, però la si può demonizzare chiamandola nazista, fascista, stalinista… tutti epiteti buttati lì, un po’ come i bastoncini dello Shanghai sul tavolo.

Prima di tutto vi consigliamo la visione di questo film:

L’Onda (2008)

La morale?
Il pensiero dittatoriale ha bisogno di un motore, ma non di una morale, né di un’etica. Non c’è un “motore” buono e uno cattivo, un seme giusto o sbagliato. E’ un virus, ed è latente chiunque tu sia o comunque la pensi.

Dalla rivoluzione francese è nato il terrore. Dal socialismo è nato il fascismo. Dopo Lenin c’è stato Stalin. Dopo Che Guevara c’è stato Fidel Castro. Dopo la fine della Shoah, l’oppressione dei palestinesi.
Non esistono segni premonitori. Da Grillo, così come da Renzie, così come da Berlusconi, così come da Fini, così come da Mario Rossi, con le condizioni giuste di malessere sociale e illusione di una risposta può nascere il totalitarismo.

Come evitarlo? La storia non lo insegna. Dato che periodicamente si ripresenta.
Quello che crediamo, e che speriamo, è che si possa annullare il rischio con l’utilizzo di anticorpi. Globuli bianchi sempre pronti alla battaglia contro i virus latenti. La nostra Costituzione è stata scritta con il preciso intento di produrli. 
A questi, il Movimento 5 Stelle aggiunge i suoi: niente soldi e carriera politica precaria (due mandati).

Per il totalitarismo ci vogliono soldi e stabilità. Non esiste solo il Capo, ma anche i fidi gregari, sempre gli stessi, custodi di tesoretti e segreti.
Basteranno? Se i cittadini continueranno a difendere lo spirito della Costituzione, non perderanno la testa e non cambieranno le regole, siamo sicuri di sì.

Quello che dobbiamo chiederci è: gli altri, i partiti azienda con amministratore e tesoriere, quali anticorpi hanno?

B.B.

bandiera_europa

Gli sconosciuti

Nessuno sa chi siano i candidati del Movimento 5 Stelle alle Europee. Incredibile!! Come è possibile che i nostri bravissimi giornalisti, che hanno portato il nostro Paese al di sotto del Botswana per libertà di informazione, non riescano a scoprire chi siano i candidati?? Forse perché i nomi sono stati decisi nelle segrete stanze da Grillo e Casaleggio? Forse perché sono ultracorpi alieni che vogliono impadronirsi del Bel Paese? O forse perché i giornalisti non sanno trovare una pagina web?

Ci sentiamo sinceramente di escludere la prima ipotesi perché i candidati li abbiamo votati tutti noi, online, attraverso selezioni successive. L’abbiamo fatto senza conoscerli e sulla base dei curricula presentati. Solo noi privilegiati utenti registrati al Blog abbiamo potuto votare naturalmente e ognuno di noi ha potuto votare una sola volta, gratis per giunta. Però nessuno di noi ha ricevuto telefonate dai burattinai del Movimento (peccato… personalmente mi sarebbe piaciuto parlare di persona con Beppe).
Facciamo presente che per diventare “privilegiati grillini votanti” basta iscriversi al blog del Movimento e inviare la scansione o la foto del documento di identità. Non ci sono tessere o cerimonie di iniziazione… siamo una setta strana.

La seconda ipotesi aliena, per quanto più verosimile, non è verificabile per cui non la approfondiamo ma terremo d’occhio il comportamento degli europarlamentari a 5 stelle una volta eletti e, se li becchiamo a mangiare carne umana, via con le espulsioni indiscriminate come è nostra abitudine!

La terza la troviamo improbabile. Se un giornalista, addirittura iscritto al prezioso albo, non sa come funziona un mouse può indagare facilmente recandosi in un negozio di informatica o farsi insegnare da un qualsiasi ragazzino delle scuole medie.

Quindi? Dobbiamo proprio dedurre che sono in mala fede e che sono tutti terrorizzati dall’arrivo di persone oneste? Non ci vogliamo credere. Per questo ci sentiamo di aiutare i nostri amici giornalisti inserendo qui di seguito il link per trovare i candidati in lista nella nostra circoscrizione:

Candidati per la circoscrizione Lazio, Marche, Toscana, Umbria

basta cliccarci sopra per scoprire nomi e cognomi di tutti i candidati, vederli in faccia e poi, se vi interessa, cliccare sui nomi e leggere il loro curriculum, i loro propositi e capire, finalmente, chi sono!

Purtroppo la stessa cosa non si può fare con le liste del PD! infatti tutto quello che si riesce a trovare è il link ad un file pdf con i nomi e l’impiego attuale. Niente curriculum… peccato.
Da una lettura un po’ superficiale di questa bellissima tabella notiamo che su 14 nominativi in lista nella nostra Circoscrizione ci sono 2 deputati, 5 ex eurodeputati, 2 consiglieri regionali o provinciali, 2 con incarichi nel partito, 1 con una carica pubblica e un commercialista! Poveretto… l’unico che fino a ieri, per quanto ne sappiamo, si guadagnava da vivere senza soldi pubblici, è un commercialista. Uno su 14 non è una gran partenza per rinnovare la classe politica ma sempre meglio di niente, no?

N.R.

 

parlamento_europeo

Gli antieuropeisti

Per chi ancora non l’avesse capito, il Movimento 5 Stelle non è contro l’idea di una Unione Europea ma è fortemente contrario all’accrocchio finanziario basato su un euro introdotto per favorire le esportazioni degli Stati più forti a scapito delle economie più deboli.

Una moneta unica da sola è un grande pericolo. Rinunciando ad una moneta propria, gli Stati rinunciano alla possibilità di governare la politica del credito e dell’import-export. Perché questa rinuncia non si trasformi in una trappola è indispensabile che sia accompagnata da una condivisione quantomeno di gran parte degli altri meccanismi che regolano la vita fiscale e finanziaria dei Paesi dell’Unione.

Ad esempio i contratti di lavoro, l’aliquota IVA, il trattamento pensionistico, gli ammortizzatori sociali. Non sarebbero comunque sufficienti, ma almeno lo svantaggio di aver adottato una moneta che non riflette la nostra situazione economica interna sarebbe stato in parte compensato da un miglioramento delle condizioni per le imprese e, di conseguenza, per i lavoratori.

Il costo della vita in Germania è più alto che da noi. Eppure, quando vogliamo installare dei pannelli solari sul tetto di casa, dobbiamo importarli, non dalla povera e conveniente Polonia, ma dalla Germania dove ricercatori italiani creano soluzioni sempre più innovative per aziende tedesche. Perché? Non solo perché le infrastrutture sono migliori delle nostre ma perché aprire e condurre un’impresa in Germania è semplice e meno costoso che da noi, perché il cuneo fiscale in Germania è minore, perché gli investimenti per l’innovazione sono defiscalizzati e così via.
Insomma, se fosse una guerra, potremmo anche competere con la Germania ma dovremmo avere anche la possibilità di avere le stesse armi. Unificando solo la moneta abbiamo semplicemente uniformato il campo di battaglia. Da un giorno all’altro si è detto:”Via! Tutti in pianura!”. Peccato che gli altri hanno i carri armati con munizioni a basso costo e noi archi e frecce costose fatte male.

Il Movimento 5 Stelle chiede  e si propone di andare oltre. Parla di una Europa dei cittadini in cui il debito venga condiviso, come avviene negli Stati Uniti, e che questo sia un primo passo per arrivare ad una politica estera, un welfare, una politica fiscale comune. Solo un movimento di cittadini può puntare ad un traguardo così ambizioso. Nessun partito politico, che altro non è (fa bene ricordarlo ogni tanto) che una società privata a fini di lucro, può permettersi di rinunciare ai particolarismi ed alle clientele locali a favore di una visione europea.

Gli antieuropeisti ci sono eccome. Li trovate nelle segreterie di partito. Si riempiono la bocca di stelle e le tasche di euro.

N.R.

cetto

In campagna elettorale

Ecco qui l’ultimo mantra dei venditori di pentole di partito. Alle proposte, proteste, critiche dei deputati del Movimento, si risponde con condiscendenza con “capisco che ora il collega sia in campagna elettorale“. Si vuole far pensare all’elettore che i rappresentanti del Movimento dicono quello che dicono per carpire il voto, salvo poi fare quello che vogliono loro una volta eletti.

Niente di più falso. Il Movimento è contrario alla TAV da sempre e non diventa possibilista perché forse i sondaggi vanno in quella direzione. È sempre stato per il ritiro dall’Afghanistan e per una riduzione delle spese per la Difesa e continua ad esserlo. È sempre stato forte sostenitore di un’Europa dei Popoli e contrario ad un unione puramente finanziaria. Il Movimento non usa slogan vuoti e non li adatta al momento. È ovvio che sia così visto che è fatto di cittadini e non di politici “professionisti”.

Se, in genere, i partiti sono ben preparati sul marketing e allenano i portavoce a dovere, in questo caso stanno facendo un grande errore e ne siamo contenti. I consulenti di comunicazione non hanno tenuto conto di un fattore anomalo nell’approccio al Movimento e questa tecnica, non solo non serve, ma produce l’effetto opposto. Vediamo perché esaminando tre tipologie di cittadino ed escludendo sia gli entusiasti che hanno vissuto la nascita del Movimento che tutti quelli che “non si occupano di politica per principio”.

1. Mente critica e accesa. Questo elettore dubita ma è aperto alle informazioni. Prima o poi arriva a pensare di votare M5S e, a quel punto, ha già superato gran parte dei condizionamenti dell’informazione peggiore d’Europa (vedi “House of Freedom”) e ha già aperto un paio di siti internet per scoprire che gli attivisti del Movimento dicono le stesse cose, condivisibili o meno, dal 2007 e che ogni cosa che hanno fatto in questo anno di Parlamento è perfettamente coerente con ciò che hanno sempre detto. Presto scoprirà il trucco degli annunci vuoti, che Renzi ha solo portato all’estremo, e il suo viaggio per il “lato oscuro” sarà compiuto. E dal lato oscuro, come è noto, non c’è ritorno.

2. Mente critica qualunquista. Per questo elettore sono sempre potenzialmente “tutti uguali”, e il Movimento non fa eccezione, ma ammette di essere poco informato per giudicare. Però, proprio grazie a questo dubbio, è stimolato a chiedersi se la balla da campagna elettorale non sia esattamente quello che stanno facendo gli altri. Non si informerà su Internet ma cercherà la discussione con un amico meno dubbioso, l’informazione arriverà lo stesso e la strada sarà segnata comunque.

3. Mente chiusa qualunquista. Questo cittadino crede negli slogan, nelle slide e nei jingle di uno spot e vive la politica da tifoso. Per questo soggetto, non esiste modo di lasciare spazio alle informazioni. Qualsiasi messaggio promozionale elaborato è sprecato. È sufficiente fare un giro con lo scudetto del partito del cuore e deglutirà qualsiasi nefandezza nel nome della sua fede, dedizione e tradizione (che altro non sono che l’antitesi di intelligenza, libertà e progresso). Per fortuna questi rappresentano una minoranza anche nel nostro bistrattato Paese.

Pensiamo che i consulenti di comunicazione politica dei vari partiti debbano ripassare un po’ di marketing ripartendo dalle basi.

N.R.