tank

Il carro armato del vincitore

La squadra che vince diventa la squadra di tutti. Quando l’Italia andò in finale alla America’s Cup, metà del Paese si scoprì velista e nei bar si cominciò a disquisire di bolina e di come si cazza una randa (non è una parolaccia). Restarono fuori quelli a cui, con sincerità, coerenza e il massimo rispetto per questo sport, la vela non interessava proprio. Una notizia per tutti: l’America’s Cup si tiene tutti gli anni. Quest’anno siamo alla 35esima edizione ma nessuno parla più di strambate o di quale skipper sia il migliore.

La politica per noi italiani è un po’ uno sport. Gli dedichiamo qualche neurone e una manciata di minuti nei quali acquisiamo notizie imprecise (se va bene) dalla TV o da un quotidiano e poi ci mettiamo la maglietta del colore che abbiamo scelto o ereditato.
Quindi, ora che la DC ha ritrovato la sua verve con un’altra sigla e il presidente del consiglio si sente un grande leader con grandi idee, tutti si affollano sul carro del vincitore, compresa SEL che continua a ricoprire cariche che dovrebbero essere dell’opposizione.

Lega e FI sono al massimo della gioia. Qualcuno l’ha notato? Sono tutti indistintamente felici per la sconfitta dei cinque stelle. Sarà perché il Movimento è la “vera minaccia per la democrazia” oppure perché hanno capito che fino al 2018 potranno continuare a farsi gli affari loro senza rischiare niente, supportati dal  teatrino delle dichiarazioni in TV? Voto per la seconda ipotesi e questa volta sono sicuro di vincere.

Ora il Movimento non fa più paura. Ora chi crede che debbano essere semplici cittadini onesti ad occuparsi della gestione della cosa pubblica viene preso in giro dai “vincitori”. Non fosse che ci vivo pure io in questo Paese, mi farebbero quasi tenerezza. Non hanno capito che nessuno di noi è “del Movimento 5 Stelle”… votiamo e ci attiviamo per il Movimento 5 Stelle perché crediamo che senza onestà e trasparenza il nostro Paese non possa ripartire e, al momento, questo Movimento è l’unica forza che va in questa direzione. Non siamo tifosi. Non è un fan club.
Ai tifosi invece non importa niente del fatto che questa specie di Governo anticostituzionale voglia stravolgere la Costituzione e favorire la criminalità (le ultime sono un emendamento che, con una frasettina aggiunta ad hoc, rende non punibile l’autoriciclaggio con le slot machine e la mancata abolizione del vitalizio per i condannati per mafia).

Non importa più cosa combina la tua squadra perché se vinci vuol dire che hai ragione. Gli altri devono solo stare zitti e vergognarsi. Questo è il concetto di democrazia per molti italiani.
Nel ’22 i perdenti erano borghesi ignoranti, oggi sono “grillini”. Che stupidi. Dei neo nazisti-bolscevichi-dittatori che però parlano di democrazia diretta e di onestà, di politica come servizio e di questione morale. Si, questione morale. Due parole che nella bocca di un presidente del consiglio condannato per danno erariale non dovrebbero entrare se non per chiedere scusa.

Ora sarà molto difficile rallentare questo carro del vincitore che imbarca tutta l’informazione malata del nostro Paese e che, molto rapidamente, si trasformerà in un carro armato.
Una bella accelerata sulle “riforme” che servono solo ad evitare passaggi di mano incontrollati dello scettro del comando. Un bel colpo a distanza contro il Senato! O meglio, via gli elettori dal Senato… una mitragliata sulle preferenze! Beh però… quelle sono un po’ di annetti che non le abbiamo… via alla riforma della Giustizia! Responsabilità civile per i giudici che così non toccheranno più i potenti, non sia mai che la giustizia sia uguale per tutti… Sotto con il conflitto d’interessi!? Ah no… di quello non si parla perché non è il momento e non è una “priorità per il Paese”. In pratica, a tutto gas verso una democratica dittatura. E cosa c’è di meglio di un carro armato per cominciare?

N.R.

suoniamo

Suoniamo?

Continuiamo il breve viaggio nelle proposte per i giovani di Capannoli e dintorni. Dopo aver giocato ai videogames ci spostiamo un pochino e parliamo di musica. Non la musica classica o l’opera ma quella che i ragazzi ascoltano e che, a volte, vorrebbero interpretare o creare.

Molti adolescenti che dedicano il proprio tempo libero alla musica, prima o poi sentono il desiderio di formare una piccola band per suonare insieme e magari registrare qualcosa.
I problemi logistici da affrontare non sono pochi. Per questo esistono delle sale prove a pagamento dove i gruppi trovano attrezzature, locali adatti e impianti di registrazione.

Quella più vicina si trova a Bientina e costringe gli aspiranti musicisti  a lunghe trasferte, non prive di pericoli. È davvero così difficile immaginare degli spazi da dedicare a questo scopo all’interno del nostro Comune? Per cominciare servirebbero:

  • una sala che si possa insonorizzare
  • qualche amplificatore
  • microfoni
  • un mixer
  • una batteria

Molte di queste cose si possono trovare usate senza tanti problemi, però ha poco senso parlare di costi in questa fase; siamo convinti che la cosa importante sia la volontà. Anche per questa proposta siamo a disposizione di chiunque assumerà la guida della nostra Amministrazione per fornire idee e supporto. Anche in questo caso vorremmo che fossero i ragazzi stessi a gestire, insieme al Comune, il locale determinandone democraticamente le regole e la politica di investimento e manutenzione.

Il senso di responsabilità si acquisisce sul campo e le passioni, come già detto, sono un motore formidabile.

N.R.

matrix

L’alternativa

Abbiamo perso. Queste elezioni per il parlamento europeo ci hanno riportato con i piedi per terra. Ci eravamo davvero illusi che i fatti potessero avere più peso degli slogan, che alla fine i cittadini non si sarebbero fatti incantare da promesse smentite in partenza, che l’informazione mediata da TV e giornali, che ci fanno definire “semi-liberi”, non sarebbe stata determinante perché gli elettori erano ormai maturi e consapevoli a sufficienza.

Ci siamo illusi che per cambiare il sistema partitico di gestione della cosa pubblica bastasse l’onestà di chi vuole prima di tutto che ritorni ad essere un servizio temporaneo. Ci siamo affidati alla convinzione che le persone non sarebbero cadute di nuovo in trappola. Siamo lo stesso Paese che ha votato Berlusconi per vent’anni. Questo è il dato che dobbiamo metabolizzare sul serio.

Siamo finalmente entrati in casa nostra e ci abbiamo trovato i ladri che stavano portando via tutto ma, allo stesso tempo, il resto dei condomini trova insopportabili le nostra urla di allarme e piuttosto condivisibili i buoni propositi dei saccheggiatori di restituire qualcosa a tutti una volta riciclato il bottino.

Purtroppo per noi non c’è scelta. La nostra situazione ricorda molto il film “Matrix”. Chi ha aperto gli occhi e si è veramente reso conto di cosa sta succedendo non può riaddormentarsi nemmeno volendo. Non possiamo uscire di casa e cambiare condominio. Non c’è alternativa. Dobbiamo attendere e continuare a fare il possibile per limitare i danni anche per il bene di chi non vuole vedere la realtà.

Il risultato del PD è sorprendente e dobbiamo riconoscere la superiorità strategica, promozionale e comunicativa di Verdini che ha dimostrato di essere in grado di aumentare le vendite anche di panettoni radioattivi durante il periodo estivo.

Troviamo il risultato del PDL (FI+NCD per i meno attenti) ugualmente sorprendente. Probabilmente se sotto il simbolo ci avessero scritto “Cosa nostra” la percentuale non sarebbe stata diversa.

Entrambi i risultati sono un segno che non bastano i casi Expo, Dell’Utri, Genovese e tutti gli altri per spingere i nostri concittadini a fare una semplice somma e cominciare ad informarsi davvero. Ancora non basta.
Il PIL crescerà aiutato dalle attività illecite (una trovata davvero geniale) mentre contemporaneamente le aziende continueranno a chiudere e la disoccupazione a crescere. Il primo servirà per sparare un paio di slogan su una ripresa che non c’è e per svendere qualche altro pezzo del nostro Paese, la seconda sarà una conseguenza naturale del protrarsi di questo tipo di gestione. Non è una speranza da “gufo” ma la triste consapevolezza di chi ha ormai visto chiaramente i meccanismi che muovono i partiti tutti.

Al di là dei risultati, da domani entreremo nella casa europea e avremo finalmente la possibilità di fare qualcosa. Ancora una volta nel tentativo di limitare i danni per i cittadini. Magra consolazione ma non abbiamo alternativa.

N.R.

revolution

La rivoluzione

Domani si vota per il Parlamento Europeo.

Da dopodomani, comunque andrà, gli altri Paesi dell’Unione si accorgeranno che anche l’Italia ha dei rappresentanti a Bruxelles. Non saranno, come sono spesso stati in passato, dei fantocci assenteisti che non hanno mai niente da dire e che si accontentano di svernare nell’oblio ingrassando il proprio conto corrente. Saranno onesti  e si impegneranno per portare a casa norme di buon senso come hanno fatto in Italia. Qui, in un anno di lavoro, con un muro di partiti che diceva sempre “no” a priori, hanno fatto approvare 100 norme a favore dei cittadini e l’hanno fatto come opposizione. Hanno salvato la nostra Costituzione ed hanno realizzato la prima proposta di legge al mondo costruita dal basso. Informando e raccogliendo le indicazioni di 150 mila persone.

In Europa potranno fare di più. In Europa i giornalisti non sono pagati dai partiti con finanziamenti pubblici. In Europa la stampa è libera e le proposte non saranno nascoste. In Europa si parlerà di benessere dei popoli.
Il virus contagerà l’Europa come è successo per la rivoluzione francese. Il Movimento unirà i cittadini Europei come non ha potuto fare la moneta unica.

Il Movimento ha aperto una porta che permette a persone comuni, a chiunque di noi, di occuparsi della cosa pubblica. Anzi, più che un’opportunità è un dovere. Perché da questa dipendono le nostre vite e non è giusto delegarne la gestione ai politici di professione, che non sono diversi dai nobili della corte di Francia. Anche per loro era inconcepibile che dei popolani potessero occuparsi delle sorti del Regno. Bisogna essere competenti e possibilmente nominati da Dio o dal Re (o dal segretario di partito). Vuoi mettere un Marchese a discutere con un contadino??

Bene. Da dopodomani i politici di professione del Parlamento Europeo dovranno discutere con impiegati, insegnanti, ingegneri, medici, avvocati e, perché no, contadini che sosterranno gli interessi di tutti con le mani libere e senza il pensiero di garantirsi una poltrona per il futuro.
I politici di professione dovranno prendere atto di essere condannati all’estinzione. Non è un slogan di parte, è una considerazione obiettiva: chi pensa a mantenersi il posto non può impegnarsi al 100% per il bene collettivo e quindi non può competere con chi lavora con il solo desiderio di fare un buon servizio per la società.

Chi non l’ha già capito e si rifugia nel tifo politico per il partito del cuore presto o tardi ci arriverà, i voti comprati con favori, soldi e promesse non basteranno più e la distanza diventerà incolmabile.

I punti saldi del Movimento 5 Stelle, no carriera + no soldi + fedina penale pulita, sono l’unica speranza per il nostro Paese e per il futuro dell’Europa.

N.R.

 

 

onda

I dittatori

Il movimento 5 stelle va neutralizzato. È una vera necessità per i partiti. Non per cattiveria ma per istinto di sopravvivenza. I partiti vivono di denaro pubblico e di compromessi con l’illegalità. Il Movimento nasce con un DNA opposto e quindi non può integrarsi con il sistema nemmeno se lo volesse.

Non si può criticare una persona onesta perché è “onesta”, però la si può demonizzare chiamandola nazista, fascista, stalinista… tutti epiteti buttati lì, un po’ come i bastoncini dello Shanghai sul tavolo.

Prima di tutto vi consigliamo la visione di questo film:

L’Onda (2008)

La morale?
Il pensiero dittatoriale ha bisogno di un motore, ma non di una morale, né di un’etica. Non c’è un “motore” buono e uno cattivo, un seme giusto o sbagliato. E’ un virus, ed è latente chiunque tu sia o comunque la pensi.

Dalla rivoluzione francese è nato il terrore. Dal socialismo è nato il fascismo. Dopo Lenin c’è stato Stalin. Dopo Che Guevara c’è stato Fidel Castro. Dopo la fine della Shoah, l’oppressione dei palestinesi.
Non esistono segni premonitori. Da Grillo, così come da Renzie, così come da Berlusconi, così come da Fini, così come da Mario Rossi, con le condizioni giuste di malessere sociale e illusione di una risposta può nascere il totalitarismo.

Come evitarlo? La storia non lo insegna. Dato che periodicamente si ripresenta.
Quello che crediamo, e che speriamo, è che si possa annullare il rischio con l’utilizzo di anticorpi. Globuli bianchi sempre pronti alla battaglia contro i virus latenti. La nostra Costituzione è stata scritta con il preciso intento di produrli. 
A questi, il Movimento 5 Stelle aggiunge i suoi: niente soldi e carriera politica precaria (due mandati).

Per il totalitarismo ci vogliono soldi e stabilità. Non esiste solo il Capo, ma anche i fidi gregari, sempre gli stessi, custodi di tesoretti e segreti.
Basteranno? Se i cittadini continueranno a difendere lo spirito della Costituzione, non perderanno la testa e non cambieranno le regole, siamo sicuri di sì.

Quello che dobbiamo chiederci è: gli altri, i partiti azienda con amministratore e tesoriere, quali anticorpi hanno?

B.B.

giochiamo

Giochiamo?

Sappiamo tutti che gli adolescenti tendenzialmente rifiutano ciò che li circonda e preferiscono guardare lontano. Sappiamo che è difficile, da adulti, fare proposte che vengano ben accolte dai più giovani e che anche le migliori intenzioni spesso si scontrano con una chiusura “a priori”.

Però abbiamo la sensazione che a Capannoli si cerchino soluzioni solo per i bimbi fino a 10 anni (oltretutto spesso solo in campagna elettorale), mentre ci si dimentichi completamente degli adolescenti. Questa assenza di proposte autorizza tutti i giovani a sentirsi  “fuori posto” ed a cercare altrove. Basta uno scooter e via, fuori dall’inutile paesino dove si è nati e cresciuti (sogno nel cassetto di tutti i ragazzi).

Cosa piace fare ai ragazzi? Partiamo dai luoghi comuni e facciamo una breve lista apparentemente deprimente:

  1. Videogames
  2. TV
  3. Internet
  4. Musica

Non abbiamo fatto un sondaggio quindi l’ordine è casuale ma crediamo di non essere lontani dalla realtà.

È difficile fare proposte costruttive o educative? Se l’intento è di deviare l’interesse per portarlo altrove (ad esempio dalla TV ai libri), la risposta è “si è molto difficile”. Se però si accetta l’idea che gli adolescenti siano utenti consapevoli e che quindi anche questi mezzi siano interessanti, allora proporre spazi, momenti o soluzioni che producano aggregazione, cultura, arricchimento per tutti è non solo possibile ma anche molto semplice.

Partiamo dal più scomodo.
Cosa c’è di buono in un videogame?

Prima di tutto chiariamo alcuni dettagli: un videogioco è un software generalmente complesso e spesso chi gioca arriva a capirne, consapevolmente o meno, diversi algoritmi che a volte vanno ben al di là dei meccanismi di gioco. Inoltre al pari di un film, ha una sceneggiatura, un trattamento, spesso un design dell’ambientazione e dei personaggi che sono il frutto di ricerca e approfondimento da parte degli autori. Ci sono videogiochi che si fondano su avvenimenti storici (ad esempio Assassin’s Creed è ambientato nell’Italia dei Borgia), in alcuni casi il videogioco è collettivo e richiede interazione, seppur “virtuale”, tra i giocatori. Dalla competizione allo spirito di gruppo.

Avanziamo una richiesta: si potrebbe allestire uno spazio dedicato ai videogiochi che i ragazzi possano utilizzare per giocare, insieme o da soli, organizzare incontri o eventi?
Basta una saletta con un paio di televisori, una playstation e una XBox (per par condicio), una decina di joypad senza fili, un tavolo da lettura, qualche sedia e un paio di divanetti. I videogames non hanno certo un costo proibitivo e, visto che non sarà necessario avere l’ultimo titolo uscito, si possono acquistare usati risparmiando parecchio.

Problema: come si gestisce questo spazio?
Proposta: secondo noi la soluzione migliore è quella di coinvolgere in prima persona i giovani. Si potrebbe costituire una associazione culturale partecipata dal Comune e dai ragazzi interessati. Il costo è minimo e si recupera con il tesseramento dei soci.
La responsabilità però deve essere data ai ragazzi. Devono essere loro stessi, a rotazione, ad occuparsi dell’accesso allo spazio, dell’organizzazione delle attività, della promozione degli eventi ed anche della gestione del budget disponibile.

La passione, anche per un videogioco, è un motore potente e crediamo che non sarà difficile trovare ragazzi disposti ad occuparsene. Un impegno di questo tipo insegna inevitabilmente a chi lo svolge a rispettare la cosa pubblica, ad assumersi una responsabilità collettiva e a gestire una attività di gruppo.

Non ci sembrano cose da poco.

N.R.

 

bandiera_europa

Gli sconosciuti

Nessuno sa chi siano i candidati del Movimento 5 Stelle alle Europee. Incredibile!! Come è possibile che i nostri bravissimi giornalisti, che hanno portato il nostro Paese al di sotto del Botswana per libertà di informazione, non riescano a scoprire chi siano i candidati?? Forse perché i nomi sono stati decisi nelle segrete stanze da Grillo e Casaleggio? Forse perché sono ultracorpi alieni che vogliono impadronirsi del Bel Paese? O forse perché i giornalisti non sanno trovare una pagina web?

Ci sentiamo sinceramente di escludere la prima ipotesi perché i candidati li abbiamo votati tutti noi, online, attraverso selezioni successive. L’abbiamo fatto senza conoscerli e sulla base dei curricula presentati. Solo noi privilegiati utenti registrati al Blog abbiamo potuto votare naturalmente e ognuno di noi ha potuto votare una sola volta, gratis per giunta. Però nessuno di noi ha ricevuto telefonate dai burattinai del Movimento (peccato… personalmente mi sarebbe piaciuto parlare di persona con Beppe).
Facciamo presente che per diventare “privilegiati grillini votanti” basta iscriversi al blog del Movimento e inviare la scansione o la foto del documento di identità. Non ci sono tessere o cerimonie di iniziazione… siamo una setta strana.

La seconda ipotesi aliena, per quanto più verosimile, non è verificabile per cui non la approfondiamo ma terremo d’occhio il comportamento degli europarlamentari a 5 stelle una volta eletti e, se li becchiamo a mangiare carne umana, via con le espulsioni indiscriminate come è nostra abitudine!

La terza la troviamo improbabile. Se un giornalista, addirittura iscritto al prezioso albo, non sa come funziona un mouse può indagare facilmente recandosi in un negozio di informatica o farsi insegnare da un qualsiasi ragazzino delle scuole medie.

Quindi? Dobbiamo proprio dedurre che sono in mala fede e che sono tutti terrorizzati dall’arrivo di persone oneste? Non ci vogliamo credere. Per questo ci sentiamo di aiutare i nostri amici giornalisti inserendo qui di seguito il link per trovare i candidati in lista nella nostra circoscrizione:

Candidati per la circoscrizione Lazio, Marche, Toscana, Umbria

basta cliccarci sopra per scoprire nomi e cognomi di tutti i candidati, vederli in faccia e poi, se vi interessa, cliccare sui nomi e leggere il loro curriculum, i loro propositi e capire, finalmente, chi sono!

Purtroppo la stessa cosa non si può fare con le liste del PD! infatti tutto quello che si riesce a trovare è il link ad un file pdf con i nomi e l’impiego attuale. Niente curriculum… peccato.
Da una lettura un po’ superficiale di questa bellissima tabella notiamo che su 14 nominativi in lista nella nostra Circoscrizione ci sono 2 deputati, 5 ex eurodeputati, 2 consiglieri regionali o provinciali, 2 con incarichi nel partito, 1 con una carica pubblica e un commercialista! Poveretto… l’unico che fino a ieri, per quanto ne sappiamo, si guadagnava da vivere senza soldi pubblici, è un commercialista. Uno su 14 non è una gran partenza per rinnovare la classe politica ma sempre meglio di niente, no?

N.R.

 

parlamento_europeo

Gli antieuropeisti

Per chi ancora non l’avesse capito, il Movimento 5 Stelle non è contro l’idea di una Unione Europea ma è fortemente contrario all’accrocchio finanziario basato su un euro introdotto per favorire le esportazioni degli Stati più forti a scapito delle economie più deboli.

Una moneta unica da sola è un grande pericolo. Rinunciando ad una moneta propria, gli Stati rinunciano alla possibilità di governare la politica del credito e dell’import-export. Perché questa rinuncia non si trasformi in una trappola è indispensabile che sia accompagnata da una condivisione quantomeno di gran parte degli altri meccanismi che regolano la vita fiscale e finanziaria dei Paesi dell’Unione.

Ad esempio i contratti di lavoro, l’aliquota IVA, il trattamento pensionistico, gli ammortizzatori sociali. Non sarebbero comunque sufficienti, ma almeno lo svantaggio di aver adottato una moneta che non riflette la nostra situazione economica interna sarebbe stato in parte compensato da un miglioramento delle condizioni per le imprese e, di conseguenza, per i lavoratori.

Il costo della vita in Germania è più alto che da noi. Eppure, quando vogliamo installare dei pannelli solari sul tetto di casa, dobbiamo importarli, non dalla povera e conveniente Polonia, ma dalla Germania dove ricercatori italiani creano soluzioni sempre più innovative per aziende tedesche. Perché? Non solo perché le infrastrutture sono migliori delle nostre ma perché aprire e condurre un’impresa in Germania è semplice e meno costoso che da noi, perché il cuneo fiscale in Germania è minore, perché gli investimenti per l’innovazione sono defiscalizzati e così via.
Insomma, se fosse una guerra, potremmo anche competere con la Germania ma dovremmo avere anche la possibilità di avere le stesse armi. Unificando solo la moneta abbiamo semplicemente uniformato il campo di battaglia. Da un giorno all’altro si è detto:”Via! Tutti in pianura!”. Peccato che gli altri hanno i carri armati con munizioni a basso costo e noi archi e frecce costose fatte male.

Il Movimento 5 Stelle chiede  e si propone di andare oltre. Parla di una Europa dei cittadini in cui il debito venga condiviso, come avviene negli Stati Uniti, e che questo sia un primo passo per arrivare ad una politica estera, un welfare, una politica fiscale comune. Solo un movimento di cittadini può puntare ad un traguardo così ambizioso. Nessun partito politico, che altro non è (fa bene ricordarlo ogni tanto) che una società privata a fini di lucro, può permettersi di rinunciare ai particolarismi ed alle clientele locali a favore di una visione europea.

Gli antieuropeisti ci sono eccome. Li trovate nelle segreterie di partito. Si riempiono la bocca di stelle e le tasche di euro.

N.R.

cetto

In campagna elettorale

Ecco qui l’ultimo mantra dei venditori di pentole di partito. Alle proposte, proteste, critiche dei deputati del Movimento, si risponde con condiscendenza con “capisco che ora il collega sia in campagna elettorale“. Si vuole far pensare all’elettore che i rappresentanti del Movimento dicono quello che dicono per carpire il voto, salvo poi fare quello che vogliono loro una volta eletti.

Niente di più falso. Il Movimento è contrario alla TAV da sempre e non diventa possibilista perché forse i sondaggi vanno in quella direzione. È sempre stato per il ritiro dall’Afghanistan e per una riduzione delle spese per la Difesa e continua ad esserlo. È sempre stato forte sostenitore di un’Europa dei Popoli e contrario ad un unione puramente finanziaria. Il Movimento non usa slogan vuoti e non li adatta al momento. È ovvio che sia così visto che è fatto di cittadini e non di politici “professionisti”.

Se, in genere, i partiti sono ben preparati sul marketing e allenano i portavoce a dovere, in questo caso stanno facendo un grande errore e ne siamo contenti. I consulenti di comunicazione non hanno tenuto conto di un fattore anomalo nell’approccio al Movimento e questa tecnica, non solo non serve, ma produce l’effetto opposto. Vediamo perché esaminando tre tipologie di cittadino ed escludendo sia gli entusiasti che hanno vissuto la nascita del Movimento che tutti quelli che “non si occupano di politica per principio”.

1. Mente critica e accesa. Questo elettore dubita ma è aperto alle informazioni. Prima o poi arriva a pensare di votare M5S e, a quel punto, ha già superato gran parte dei condizionamenti dell’informazione peggiore d’Europa (vedi “House of Freedom”) e ha già aperto un paio di siti internet per scoprire che gli attivisti del Movimento dicono le stesse cose, condivisibili o meno, dal 2007 e che ogni cosa che hanno fatto in questo anno di Parlamento è perfettamente coerente con ciò che hanno sempre detto. Presto scoprirà il trucco degli annunci vuoti, che Renzi ha solo portato all’estremo, e il suo viaggio per il “lato oscuro” sarà compiuto. E dal lato oscuro, come è noto, non c’è ritorno.

2. Mente critica qualunquista. Per questo elettore sono sempre potenzialmente “tutti uguali”, e il Movimento non fa eccezione, ma ammette di essere poco informato per giudicare. Però, proprio grazie a questo dubbio, è stimolato a chiedersi se la balla da campagna elettorale non sia esattamente quello che stanno facendo gli altri. Non si informerà su Internet ma cercherà la discussione con un amico meno dubbioso, l’informazione arriverà lo stesso e la strada sarà segnata comunque.

3. Mente chiusa qualunquista. Questo cittadino crede negli slogan, nelle slide e nei jingle di uno spot e vive la politica da tifoso. Per questo soggetto, non esiste modo di lasciare spazio alle informazioni. Qualsiasi messaggio promozionale elaborato è sprecato. È sufficiente fare un giro con lo scudetto del partito del cuore e deglutirà qualsiasi nefandezza nel nome della sua fede, dedizione e tradizione (che altro non sono che l’antitesi di intelligenza, libertà e progresso). Per fortuna questi rappresentano una minoranza anche nel nostro bistrattato Paese.

Pensiamo che i consulenti di comunicazione politica dei vari partiti debbano ripassare un po’ di marketing ripartendo dalle basi.

N.R.

camper

Campo nomadi o area turistica?

A Capannoli c’è un’area attrezzata per Camper gratuita vicino al campo sportivo. È un’area praticamente unica. Uno di quei risultati frutto di scelte intelligenti che fanno riconciliare i cittadini con la politica, seppur locale.

I camperisti, in un territorio come quello della Valdera, sono sempre di più e rappresentano una risorsa importantissima. Capannoli è un centro perfetto per questo tipo di turismo e potrebbe diventare un ottimo punto logistico anche per chi preferisce soluzioni diverse dal camper. Dal soggiorno in albergo o agriturismo all’appartamento per la settimana.

Come succede spesso, la cosa pubblica è stata monopolizzata da pochi e l’area di sosta è diventata un mini campo nomadi.

Qual’è stata la soluzione adottata dall’Amministrazione? Chiudere tutto e abbandonare l’area sé stessa.

Che senso ha?? Davvero bisogna commentare questa decisione?

Cosa ci dobbiamo aspettare? Se qualcuno scriverà con una bomboletta sulla parete del Municipio, il Sindaco farà demolire l’edificio? Lo chiuderà al pubblico? È davvero assurdo. Possibile che non si possa decidere come utilizzare un’area pubblica nell’interesse dei cittadini?

Avanziamo una proposta, sicuramente ingenua e priva di “coperture”, proprio per vedere se riusciamo ad avere una risposta: non si potrebbe regolamentare l’accesso all’area di sosta?

Basterebbe una sbarra con un badge che può essere richiesto gratuitamente in Comune e che viene associato direttamente alla targa del veicolo. La prima settimana il badge potrebbe essere gratuito e poi, per ogni giorno in più di sosta si potrebbe richiedere un pagamento anticipato di  10,00 € e imponendo un limite massimo di due settimane di sosta ogni 6 mesi per ogni singolo veicolo.

Questo forse non basterebbe ad eliminare gli abusi ma pensiamo comunque che sarebbe un primo passo nella direzione giusta. In ogni caso, riteniamo che qualsiasi soluzione sia meglio di quella attuale.

N.R.